Un 1° ottobre di novità e speranza per la terza età. La celebrazione della Giornata Internazionale delle persone anziane, istituita nel 1990 dalle Nazioni Unite con la risoluzione numero 45/106, è stata preceduta da un promettente annuncio. Fra meno di venti giorni, il 18 ottobre, presso l’Abbazia Benedettina di Praglia, suggestivo luogo di spiritualità sui Colli Euganei, saranno illustrati i risultati di una ricerca internazionale – con il ricercatore italiano Davide Brandi come primo autore – che ha identificato una proteina che farebbe da potenziale freno all’invecchiamento. Una scoperta che potrebbe rallentare i processi degenerativi, di grande interesse in un Paese come l’Italia, in cui la speranza di vita è, secondo i dati Istat fra le più alte, pari a 83,4 anni. Soprattutto, i progressi della scienza possono supportare la nuova tendenza con cui si guarda all’invecchiamento: una fase della vita da considerare non più in declino ma di mantenimento del benessere. Al 1° gennaio 2025, in Italia ci sono 14,5 milioni di persone, ovvero il 24,7% della popolazione totale con più di 65 anni di età; gli ultraottantenni superano i 4,5 milioni, e il numero di centenari ha raggiunto un nuovo massimo. Gli anziani non autosufficienti, con disabilità fisiche e mentali sono 2,9 milioni. Secondo le previsioni statistiche attuali, il numero di anziani non autosufficienti raddoppierà fino a quasi 5 milioni entro il 2030. Intervenendo su tali processi degenerativi, si potrebbe invertire la tendenza, con positivi riflessi sulla qualità della vita delle persone anziane e delle loro famiglie. A tale proposito, bisognerà adeguare le politiche pubbliche rivedendo tutto il sistema di welfare e di assistenza sociosanitaria. Nella Ue per ogni anziano non autosufficiente lo Stato spende 584 euro l’anno, in Italia lo Stato di euro ne elargisce soltanto 270. Per questo, bisogna sollecitare le istituzioni affinché si perfezionino le disposizioni della legge 33 del 2023 “Deleghe al Governo in materia di politiche in favore delle persone anziane” e l’esecutivo provveda alla emanazione dei decreti legislativi per riordinare e semplificare le politiche rivolte agli anziani, con particolare attenzione alla non autosufficienza. L’obiettivo è promuovere l’autonomia, l’invecchiamento attivo, la partecipazione sociale, la prevenzione delle fragilità, il miglioramento dell’assistenza e la cura, attraverso un maggiore coordinamento tra i servizi sanitari e sociali, perché gli anziani hanno moltissimo da dare alla società, a dispetto dell’anagrafe.

 

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