Allergie infantili, un quadro mutevole
Allergie ai pollini: stagioni più lunghe e diagnosi più complesse per i bambini
Allergie stagionali: i cambiamenti climatici influenzano il calendario delle pollinazioni, con effetti evidenti sulla salute infantile. A lanciare l’allarme sono i pediatri dei reparti ospedalieri in cui si registra un incremento costante dei piccoli pazienti. Se in passato le allergie ai pollini si concentravano prevalentemente in primavera, oggi le pollinazioni iniziano sempre più precocemente — talvolta già a gennaio — e si protraggono per periodi più lunghi a causa del clima mutato. Ciò si traduce in una sintomatologia anticipata e di maggior durata, dovuta all’anticipo della fioritura di molte specie vegetali. Le graminacee, ad esempio, possono rilasciare pollini con settimane di anticipo e, in alcune annate, presentare una seconda fase di pollinazione a fine estate. Questa estensione della stagione allergica, porta a una sovrapposizione tra diversi pollini e complica gestione clinica e diagnosi. In Italia, le allergie ai pollini rappresentano una delle principali cause di rinite allergica in età pediatrica. Si stima che tra 1,2 e 2,7 milioni di bambini ne siano affetti. Tra gli adolescenti, circa il 40% risulta sensibilizzato ad almeno un allergene aerodisperso, mentre la rinocongiuntivite allergica interessa circa il 18%. Nei bambini, spesso sensibilizzati a più allergeni contemporaneamente, diventa difficile individuare il responsabile dei sintomi basandosi esclusivamente sulla storia clinica. Accanto ai test tradizionali — prick test e dosaggio delle IgE (immunoglobuline) specifiche — si affronta la complessità con diagnostiche molecolari avanzate. Esami che consentono di identificare le singole componenti allergeniche contenute nei pollini, offrendo una mappatura dettagliata delle sensibilizzazioni del paziente. Un approccio che permette non solo diagnosi più accurate ma terapie personalizzate, inclusa l’immunoterapia allergene-specifica. A Roma, gli esami allergologici pediatrici (prick test, patch test, esami del sangue RAST/Microarray e i test Isac e Alex) sono disponibili presso vari centri di eccellenza, come l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, il Policlinico Umberto I, il Gemelli, il Fatebenefratelli Ospedale San Pietro, il Policlinico Tor Vergata, l’Idi. Ma nuove specie vegetali allergeniche proliferano. Dal Nord America si diffonde in Europa l’ambrosia, responsabile di numerosi casi di allergia respiratoria, insieme alla comparsa di muffe e fenomeni come l’“asma da temporale” durante eventi meteorologici intensi, in cui i pollini si frammentano in particelle più piccole e facilmente inalabili, aumentando il rischio di crisi respiratorie acute. Per quanto attiene all’aspetto economico, i test allergologici di seconda generazione non sono rimborsabili, quindi a totale carico del paziente. Una disposizione che, considerata l’incidenza e la ricaduta delle allergie sulla salute umana, sarebbe ampiamente da rivedere, nel rispetto del diritto alla salute.

