Alcol: emergenza sanitaria silenziosa. In Italia il consumo continua a crescere e nel 2024 sono 8 milioni e 200mila le persone sopra gli 11 anni che hanno bevuto con modalità tali da mettere a rischio la propria salute. Tra loro ci sono giovani, donne e anziani, categorie che preoccupano di più gli esperti. A fotografare il fenomeno è l’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità, che presenta il nuovo rapporto epidemiologico in occasione dell’Alcohol Prevention Day, che si celebra l 16 aprile. I numeri delineano un quadro netto: in Italia i consumatori di alcol sono 36 milioni, pari al 76,7% degli uominie al 57,1% delle donne. Il dato più critico riguarda chi ha già sviluppato danni alcol-correlati. Sono 730milai consumatori cosiddetti “dannosi”, persone che avrebbero bisogno di un trattamento clinico. Eppure, solo l’8,3% viene intercettato dal Servizio sanitario nazionale e preso in carico dai servizi. Preoccupa anche il boom del binge drinking, una sorta di ‘abbuffata’ alcolica che consiste nel bere molto in un breve lasso di tempo per ubriacarsi. Nel 2024 coinvolge 4 milioni e 450mila persone, compresi 79mila minorenni. Un comportamento che negli ultimi dieci anni è cresciuto soprattutto tra le donne: +84%, contro il +24% registrato tra gli uomini. Proprio il consumo femminile rappresenta uno dei segnali più allarmanti. Nel 2024 ha bevuto almeno una bevanda alcolica il 57,1% delle donne italiane sopra gli 11 anni, quasi 16 milioni di persone. Le consumatrici a rischio sono oltre 2,5 milioni, mentre cresce sia il consumo fuori pasto sia quello finalizzato all’ubriacatura. Tra le minorenni di 11-17 anni, il 13,3% rientra tra le consumatrici a rischio. L’altro fronte caldo è quello dei più giovani. In Italia sono 1 milione e 270mila gli 11-24enni che consumano alcol in modo rischioso; di questi, 580mila sono minorenni. Il binge drinking riguarda 730mila ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 24 anni, confermando una diffusione ormai strutturale di modelli di consumo che fino a pochi anni fa apparivano meno radicati nel contesto italiano. Non meno delicata la situazione tra gli anziani. Gli over 65 a rischio sono 2 milioni e 450mila, soprattutto uomini. In questa fascia d’età pesano il consumo quotidiano e quello fuori pasto, con una crescita costante negli ultimi dieci anni anche tra le donne anziane. Secondo Claudia Gandindell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di sanità, sui consumatori a rischio si può intervenire prima che il danno diventi conclamato, attraverso strumenti di identificazione precoce e intervento breve. Il punto, però, è che oggi la prevenzione non riesce ancora a raggiungere in modo efficace le fasce più esposte, soprattutto anziani e giovani. Gli esperti insistono anche sulla necessità di rafforzare l’informazione rivolta alle donne, in particolare alle più giovani, a quelle in età fertile e durante la gravidanza. Al centro c’è anche il legame tra consumo di alcol e aumento del rischio di tumore della mammella, ancora poco conosciuto nella popolazione generale. Il quadro tracciato dall’Iss consegna quindi un messaggio preciso: il consumo di alcol non riguarda soltanto gli eccessi più visibili, ma una platea molto ampia di persone che beve in modo incompatibile con la tutela della salute. E mentre i comportamenti a rischio aumentano, il sistema sanitario continua a intercettare solo una minima parte di chi avrebbe bisogno di cure.

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