Roma, al via nuove case di comunità
Nuovi presidi in III e VIII Municipio. Rocca spiega come cambia l’assistenza con le Case di comunità
Per i detrattori si tratta soltanto di una targa cambiata e le pareti riverniciate, senza nessuna sostanziale novità rispetto al passato. I sostenitori ritengono, al contrario, che con le case di comunità si stia rivoluzionando la sanità. La soluzione, come suggerivano i saggi latini, forse sta nel mezzo: le case di comunità, senza troppi entusiasmi, tracciano un percorso diverso per il diritto alla salute, i cui risultati, se ci saranno, si apprezzeranno con il tempo. Una prima spiegazione arriva dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca che negli ultimi mesi, con queste strutture, sembra aver messo il turbo. Una inaugurazione dietro l’altra anzi, più tagli di nastro in contemporanea, con l’ausilio del collegamento da remoto. Ė andata così anche il 25 marzo, quando a Pietralata, nei locali già sede di uno storico consultorio, ha dato il via alla casa di comunità in contemporanea con quella di via Malfante, zona piazza dei Navigatori, via schermo. “La casa di comunità – ha esordito nel corso della presentazione – è il luogo dove si incontra il lavoro di più specialisti che garantiscono la presa in carico dell’assistito. Un mondo che ruota intorno a una comunità”. In realtà una comunità lo è da anni, l’ex consultorio, perché nel 2015 fu premiato dall’Unicef quale “Comunità amica del bambino”, per la grande opera di sensibilizzazione per l’allattamento al seno, il servizio di tutela della salute mentale in età evolutiva (Tsmree) e tante altre prestazioni in favore della donna che ne facevano un presidio strategico, ristrutturato appena sei anni fa con 670 mila euro e ora adattato alle esigenze di una fascia di utenza più ampia. Per il restyling attuale sono sati impiegati fondi pari a circa 3 milioni di euro con un finanziamento regionale mentre il presidio Malfante-Navigatori ha attinto a risorse del Pnrr per 954.613 euro e 295.386 euro provengono da altre fonti. Pietralata si inserisce in un territorio in cui, a dicembre 2025 la Giunta Rocca, ha già inaugurato a via del Frantoio 44, una casa della comunità e un ospedale di comunità, aumentando l’offerta di servizi sanitari di prossimità per i cittadini.
I servizi di Pietralata:
Accoglienza e orientamento Pua (Punto unico di accesso) Cup (Centro unico di prenotazione), ambulatori specialistici, ambulatori di cure primarie con medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, continuità assistenziale (guardia medica), servizio di volontariato sociale, assistenza domiciliare integrata (Adi) e infermiere di comunità (Ifoc), centro prelievi, ambulatorio infermieristico, consultorio, neuropsichiatria dell’infanzia e della adolescenza. In particolare, Il consultorio di Pietralata rappresenta un servizio storico di riferimento dell’ex IV municipio (ora III) e dell’intera Asl Roma 2. Con l’inserimento di quest’ultimo nella struttura della casa della comunità, i suoi locali sono stati completamente rinnovati, ma hanno mantenuto spazi dedicati e separati per garantire la riservatezza per prestazioni riservate alle donne, l’accoglienza e continuità nell’assistenza.
I servizi di Malfante – Navigatori:
Sportelli polifunzionali Cup, ambulatori specialistici (Cardiologia, Endocrinologia, Pediatria, Ginecologia, Pneumologia), ambulatori infermieristici, assistenza domiciliare integrata (infermieristica, fisioterapia, prelievi domiciliari, educazione sanitaria). Punto unico di accesso (Pua), servizi di cure primarie, infermieri di famiglia e comunità nell’arco delle 12 ore, sportello per associazioni del territorio, vaccinazioni. (Nella foto: il presidio di Pietralata)

