Sanità integrativa, un fattore di trasformazione dell’accesso alla salute. Analisi di settore, individuano la platea dei fruitori di forme assicurative o fondi sanitari integrativi tra il 30 e il 35% della popolazione, con crescita tra i lavoratori dipendenti e i liberi professionisti. Contestualmente, la spesa delle famiglie per la salute ha raggiunto nel 2024 i 46,4 miliardi di euro (+7,7%), con oltre il 47% concentrato su specialistica e diagnostica, con un orientamento per percorsi di cura programmabili e tempi certi. Una quota crescente di prestazioni fa quindi riferimento a fondi assicurativi, evoluzione che evidenzia un contesto caratterizzato da criticità nell’accesso alle cure. Oltre 4 milioni di prestazioni in attesa, circa 24 milioni di cittadini che hanno rinunciato o rinviato almeno una cura e circa 200 mila prestazioni ancora in sospeso per motivi amministrativi. In un sistema che vale oltre 130 miliardi di euro annui è sempre più evidente la necessità di un equilibrio complessivo tra domanda crescente e capacità di risposta. Commenta Karin Saccomanno, presidente di Aisi, Associazione imprese sanitarie indipendenti: “Il fenomeno della sanità integrativa è ormai un elemento strutturale legato al cambiamento della domanda di salute. I cittadini cercano qualità, accessibilità, tempi certi: su questi fattori che si gioca l’equilibrio del sistema”. Tale andamento influenza l’organizzazione dell’offerta sanitaria, con una crescente integrazione tra sistemi e una maggiore capacità di risposta nei percorsi programmabili. Secondo Aisi, il rafforzamento di questi strumenti rende più sostenibile l’accesso alle prestazioni, con una maggiore programmazione delle cure alleggerendo, in parte, la pressione sui servizi pubblici. A supporto di tale orientamento, secondo il direttore generale di Aisi Giovanni Onesti “Serve una cornice normativa più chiara e uniforme, che crei coerenza tra regole, requisiti e prestazioni”. E accenna alle differenze tra le diverse strutture che erogano prestazioni e ai modelli economici applicati alle stesse, con tariffe spesso non allineate ai costi reali e tempistiche di rimborso non sempre compatibili con la sostenibilità dei centri privati accreditati. Oltre alla sostenibilità, l’Associazione chiede trasparenza e condizioni omogenee, riportando all’attenzione antiche criticità da tempo evidenziate, relative a costi operativi e tariffe “non allineate ai costi reali”. Lo ribadisce il segretario generale Aisi Fabio Vivaldi, che auspica “il governo di una domanda che cresce, per riuscire a garantire continuità e qualità delle prestazioni”. In sintesi: c’è il richiamo a una visione integrata del sistema salute che, per Aisi, deve essere fondato su “complementarità e responsabilità condivise”, pena la sostenibilità e la garanzia dell’accesso alle cure.

 

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