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Parto in acqua, ai Castelli come un tempo a Ostia

17 Luglio 2021 nessun commento

Anche l’ospedale dei Castelli ha la sua vasca per il parto dolce. Presentato il 12 luglio, dal direttore generale della Asl Roma 6 Narciso Mostarda alle autorità regionali, l’impianto collocato presso il Nuovo Ospedale dei Castelli, si caratterizza per essere la prima soluzione di parto in acqua ad “alta tecnologia” del centro-sud Italia. In una realtà che vuole sempre più demedicalizzare il momento della nascita, l’accostamento parto dolce-alta tecnologia può apparire un ossimoro ma la direzione generale della Asl ha puntato molto su questa alternativa al lettino ginecologico. Promosso da medici russi e francesi fin dagli anni Sessanta, il parto in acqua ebbe un grande seguito alla fine dei ’90 in Francia, per essere poi diffuso in Italia e qui la prima esperienza nel Lazio è databile al 2009, quando si iniziò in fase sperimentale la nascita in acqua nella casa del parto “Acqualuce” – ex Asl Roma D ora Roma 3 – collocata in una splendida località nella pineta di Ostia (nella foto). Una realtà difesa strenuamente dalle donne ma messa subito in difficoltà dai tagli lineari praticati dalla Regione Lazio, che ne ha fatto l’ennesimo servizio cancellato. Sull’efficacia per mamma e nascituro, si è espressa la comunità scientifica statunitense nel 2016, con le linee guida dell’American College of Obstetricians and Gynecologists, confermando che stare in acqua nella prima fase del travaglio presenta diversi vantaggi, per esempio un parto più breve ed un minor uso dell’analgesia. Tuttavia non sono presenti dati sufficienti riguardo la seconda fase del travaglio, pertanto gli esperti raccomandano di svolgere tale fase in modo tradizionale. A tale raccomandazione si sono uniti gli specialisti italiani e forse, alla base del fallimento della casa del parto di Ostia c’è tale considerazione. Non valida per il Nuovo Ospedale dei Castelli, per cui il fiore all’occhiello della vasca ipertecnologica è un sicuro sostegno all’immagine di un nosocomio che deve ancora conquistare la piena fiducia dei residenti. Costantemente potenziato, a discapito degli ospedali dei singoli centri castellani, nel caso della maternità ne ha fatto le spese il punto nascita della popolosa Velletri, in cui il parto in vasca era solo una delle eccellenze di ostetricia e ginecologia, reparto penalizzato dietro un coro di proteste.  

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