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Sora, appello per l’ospedale

5 Marzo 2013 nessun commento

Un Dea di primo livello come quelli di Cassino e Frosinone. Ė questa una delle richieste formulate in un documento presentato dal sindaco di Sora Ernesto Tersigni e da Nazzareno Cioffi del Comitato Pro-ospedale alle istituzioni – Regione, direzione della Asl di Frosinone, presidente della Conferenza dei 27 sindaci dell’area, ministero della Salute, prefetto – affinché sia riequilibrata l’offerta sanitaria del cosiddetto Polo C della Asl frusinate. Forte dell’appoggio dell’Ordine dei medici della provincia e del sostegno delle associazioni di cittadini, il sindaco avanza quelle che sono ritenute “richieste improcrastinabili per garantire una decorosa assistenza, minata dal continuo depauperamento cui è stato sottoposto l’ospedale Santissima Trinità da almeno un ventennio”. La richiesta del primo cittadino è suffragata dai numeri: un bacino di utenza di 500 mila residenti attratti, causa chiusura dei servizi e taglio delle prestazioni, verso le confinanti Asl abruzzesi con consistente perdita per l’azienda di appartenenza. Se il mantenimento dei livelli di assistenza del reparto Ortopedia fa tirare un sospiro di sollievo, preoccupano le previsioni del nuovo piano aziendale. Per gli ospedali di Cassino e Frosinone è previsto il riconoscimento di Dea di 1° livello (Dipartimento di emergenza e accettazione a medio grado di complessità) mentre Sora resta al palo e questo allarma amministratori e popolazione. “Questa provincia – spiega il sindaco Tersigni – è equamente suddivisa in tre poli geografici di uguale peso demografico, elemento che dovrebbe indurre la Regione a dotare il nostro territorio, denominato Polo C, degli stessi servizi degli altri due di Cassino e Frosinone”. Intanto nella struttura è stato proclamato lo stato di agitazione cui seguiranno, se le richieste non venissero accolte, momenti di mobilitazione “per scongiurare – conclude il sindaco – l’irreversibile sfascio dell’assistenza sanitaria di questo territorio e venire incontro ai cittadini e agli impareggiabili operatori sanitari che garantiscono i servizi essenziali grazie alla loro abnegazione”.

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