8 marzo, la sanità è sempre più donna
Sondaggio della Fiaso, Federazione dei manager sanitari, sulla presenza femminile ai vertici
La sanità ha sempre più il volto di una donna. Cresce il numero dell’altra metà del cielo ai vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere e in particolare l’aumento è nel Centro Italia. Sono 250 le donne ai vertici di Asl, aziende ospedaliere e Irccs su 717 posizioni apicali censite, pari al 34,87% del totale. Non una quantità schiacciante rispetto ai colleghi uomini ma significativa, considerato che, ad esempio nell’Italia centrale la presenza femminile nelle direzioni strategiche raggiunge il 41,27% (52 su 126). Un segnale importante, considerato che anche nel Nord la presenza, con il 35,85% (128 su 357) non è irrilevante mentre si stenta ancora nelle regioni del Sud con il 29,91% di direttrici, pari a 70 su 234 manager. È quanto emerge dal monitoraggio Fiaso 2026 sulla composizione di genere delle direzioni strategiche del Servizio sanitario nazionale. Si sofferma sulla tendenza il neoeletto presidente di Fiaso – Federazione delle aziende sanitarie e ospedaliere – Giuseppe Quintavalle che spiega: “Negli ultimi anni la presenza femminile nelle direzioni delle aziende sanitarie è cresciuta in modo costante. Se nel 2008 le donne alla guida di un’azienda sanitaria erano meno del 9%, oggi una direzione generale su quattro è a guida femminile. Un dato che ben riflette la realtà del Servizio sanitario nazionale – continua il presidente – dove la presenza delle donne tra i professionisti è ormai largamente maggioritaria. È un’evoluzione che segnala un cambiamento in atto e che mette al centro competenze, visione e capacità di leadership fondamentali per la direzione delle aziende sanitarie”. Una crescita che si è imposta a mano a mano: dal 9% di direttrici del 2008 si è passati al 14,4 del 2018, con particolare propensione a occupare la poltrona più alta delle direzioni sanitarie, dove la quota femminile passa dal 32,13% al 36,15%, con un incremento di oltre quattro punti percentuali in un solo anno. Le direttrici amministrative raggiungono il 40,93%, mentre la percentuale nelle direzioni sociosanitarie si attesta al 41,79%. Numeri soddisfacenti, con un rafforzamento progressivo nei ruoli apicali del Servizio sanitario, che può rappresentare una svolta anche sul piano organizzativo e su una visione empatica della sanità al femminile, che potrebbe orientarsi sempre di più alla umanizzazione dell’assistenza. L’indagine Fiaso si è rivolta alle direzioni strategiche di Asl, ospedali, Irccs istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, monitorando le presenze di direttori generali, amministrativi, sanitari e sociosanitari, a cominciare dalle titolari di incarico fino ai commissari, passando per le incaricate a interim e facenti funzione. In sintesi: una istantanea rigorosa e realistica, che evidenzia quanto si sia evoluta la composizione professionale della sanità, che rispecchia in pieno i cambiamenti della nostra società.

