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Asl Roma 6: riammessa in servizio senza green pass

23 Novembre 2021 nessun commento

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. Articolo 1 della Costituzione. Qualcuno, in questi ultimi tempi deve averlo dimenticato. Non Giulio Cruciani, giudice del Tribunale di Velletri, sezione Lavoro 1° grado, che con l’ordinanza datata 22 novembre 2021 ha disposto la riammissione al lavoro di una dipendente della Asl Roma 6, in servizio in un presidio di Marino, sospesa perchĂ© priva della discussa certificazione vaccinale meglio nota come “green pass”. No pass 1, governo 0 almeno in questa tornata. Un colpo a favore di chi sostiene l’illegittimitĂ  degli accessi sbarrati ai lavoratori privi della carta, che potrebbe aprire la strada a numerosi ricorsi. Il giudice, “considerata la rilevanza dei diritti costituzionali compromessi” esordisce l’atto, riferendosi alla dignitĂ  personale e professionale, al ruolo alimentare dello stipendio “considerato che la sospensione dal lavoro può costituire soltanto l’estrema ratio e evento eccezionale, ordina l’immediata ricollocazione della ricorrente e la erogazione dello stipendio” a far data dalla notifica del provvedimento. Parole inequivocabili, in attesa dell’udienza in cui si deciderĂ  nel merito e in cui, insieme al diritto al lavoro si andrĂ  ad argomentare su temi controversi come il diritto alla salute della collettivitĂ . E in quel caso saranno problemi, considerati i pronunciamenti della Corte costituzionale numero 307 del 1990, il 258 del 1994 e numero 5 del 2018, quest’ultimo da attribuire all’attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia all’epoca vicepresidente della Corte. Le sentenze trattano di obbligo vaccinale e di contemperamento tra diritti individuali e benessere della collettivitĂ , commisurati ai potenziali rischi del farmaco considerato. Secondo il legale che ha assistito la dipendente, avvocato David Torriero, la riammissione in servizio è un pronunciamento destinato a incidere “Un provvedimento storico perchĂ© è la prima riassunzione di un sanitario sprovvisto di green pass, che pone la giurisprudenza davanti a una riflessione”, sostiene il difensore.

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