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Al San Giovanni Addolorata di Roma si celebra la “Giornata del Malato” voluta da Giovanni Paolo II

12 febbraio 2020 nessun commento
11 febbraio: il paziente al centro della scena, con appuntamenti speciali aperti a tutti e da vivere insieme. Così l’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata celebra la 28.ma “Giornata del malato”, istituita da Giovanni Paolo II affinché un momento doloroso come quello della malattia, possa diventare occasione di condivisione con gli altri e partecipazione attiva alla vita di comunità. Una comunità, quella ospedaliera, che al “curare deve aggiungere il prendersi cura per una perché si arrivi a una guarigione umana integrale”, è scritto in una nota della direzione aziendale. Primo evento l’11 febbraio con la presentazione del libro â€œCentodieci parabole di Papa Francesco”, che ha visto numerosi partecipanti nell’atrio del corpo C dell’ospedale San Giovanni cui è seguito un momento di preghiera presso la cappella interna. Seguirà il 13 febbraio alle ore 17:30 la messa presieduta dal vescovo ausiliare per la Pastorale sanitaria Monsignor Paolo Ricciardi, con il coro dell’azienda “San Giovanni in canto”. Le celebrazioni si chiuderanno il giorno 16 alle 16:30 presso la cappella ospedaliera, con il concerto del coro giovanile Diapason. Gli eventi saranno aperti ai familiari dei pazienti e a tutti coloro che vorranno partecipare, a ingresso libero. Anche Papa Francesco ha fatto sentire la sua presenza in questa giornata con un  tweet, assicurando la sua “vicinanza nella preghiera” ai pazienti, ai loro congiunti e agli operatori sanitari, con la sua invocazione alla “Vergine Maria, Salute dei malati”. In un secondo tweet il pontefice ricorda che “Gesù offre a chi è nel dolore la sua misericordia”. Non sono mancati, da parte di Bergoglio riferimenti alla eutanasia e al suicidio assistito. “Il vostro agire – ha esortato il Papa rivolgendosi agli operatori sanitari e ai volontari – sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di eutanasia, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile”. Altro argomento al centro della riflessione del Papa la giustizia sociale, con una velata accusa alle carenze del servizio sanitario cui “i volontari, a immagine del buon samaritano, devono supplire” mentre “governo e istituzioni devono garantire le cure ai più deboli e ai più poveri”.  
 

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