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Appalto Cup, l’assessore dà i numeri

10 dicembre 2018 nessun commento

Seduta fiume alla Pisana. All’ordine del giorno il discusso bando sui centri di prenotazione delle Asl del Lazio

Non è bastato un Consiglio regionale durato otto ore, per risolvere la complessa vicenda dei Cup, gli sportelli cui si rivolgono i cittadini del Lazio per prenotare visite ed esami. L’appalto vinto da un raggruppamento di società, tra cui la Gpi di Trento e la Sds di Taranto, è contestato da operatori e sindacati per condizioni che gli stessi reputano “irricevibili, con riduzioni di salario e di qualifica”.

L’animata discussione, tenutasi il 7 dicembre ha visto schierati i consiglieri di opposizione, tra destra e Movimento 5 stelle, rivolgersi ai vertici regionali chiedendo garanzie per i lavoratori, inclusione degli stessi nei ruoli aziendali tramite concorso, chiarezza nelle procedure seguite in gara, taluni hanno chiesto l’annullamento dell’appalto “in autotutela”. Agli interventi dei consiglieri ha ribattuto l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato, fornendo precise indicazioni sulle strutture sanitarie che hanno effettuato i cambi di appalto, 9 in tutto sui 16 previsti che hanno visto alcune criticità, secondo i sindacati, “che dovrebbero essere evitate nei restanti 7 appalti da assegnare”.

Al Sant’Andrea, Asl Roma 1, Spallanzani, Umberto I, sono aumentate le ore e le unità assegnate, alla Roma 4 e agli Ifo a un incremento delle ore non è seguito incremento di unità ma sono assicurati gli scatti di anzianità. I rappresentanti sindacali, al contrario, hanno contestato i punti nodali dell’accordo sottoscritto ad agosto, quali il mantenimento dei livelli occupazionali, dello status giuridico ed economico e il riconoscimento dell’anzianità dei lavoratori che non sarebbero stati applicati nelle procedure di cambio appalto da parte delle Asl coinvolte. Questo ha dato vita a un duro contenzioso, con lo stato di agitazione perenne dei dipendenti e svariate manifestazioni sotto la sede della giunta e del Consiglio regionale del Lazio. Al momento, non si prevede una conciliazione tra le due posizioni né una risoluzione della vertenza con garanzie e tutele per i lavoratori.

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