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Sanità del cambiamento ma non troppo

15 ottobre 2018 nessun commento

Nel contratto di governo né rivoluzioni né aumento di risorse. Prevenzione e territorio in prima linea

È un programma con una visione strategica condivisibile ma sostanzialmente in linea con il passato. Questo, in sintesi, il giudizio che operatori ed esperti riservano al capitolo sanità contenuto nel contratto di governo. Linee guida sintetizzate in poco più di tre pagine che prevedono il rifinanziamento del fondo sanitario nazionale, Il recupero di risorse attraverso la lotta agli sprechi e alle inefficienze. Sotto la lente di ingrandimento la spesa farmaceutica e una particolare attenzione alla centralizzazione degli acquisti, all’informatizzazione e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale, alla revisione delle procedure di convenzionamento e accreditamento, alla lotta alla corruzione e alla promozione della trasparenza. Si punta molto sull’informatizzazione con particolare riferimento al Fascicolo sanitario elettronico, alle ricette digitali, alla dematerializzazione dei referti e cartelle cliniche, alle prenotazioni e pagamenti online, così da consentire una reale trasparenza e un efficace e rigoroso controllo. Al via la telemedicina superando il modello che vede al centro l’ospedale, con la presa in carico dell’utente e il potenziamento dei presidi territoriali e domiciliari. Sarà rivisto il ruolo del medico di medicina generale, quale principale protagonista della filiera di cura del malato. Si tenterà di ridurre i tempi di attesa ai Pronto soccorso, puntando sull’ammodernamento tecnologico e digitale, potenziando le nuove assunzioni e rivedendo il numero chiuso nella facoltà di Medicina. Soddisfatti a metà i rappresentanti dei cittadini e delle professioni: se Cittadinanzattiva punta sulla immediata abolizione del superticket, ritenuta una tassa iniqua, palpabile è la delusione da parte della fondazione Gimbe – che cura la formazione e ricerca in sanità – il cui presidente Nino Caltabellotta, sostiene che dalla manovra alla sanità non derivano “nemmeno le briciole”.

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