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Dal 2019 il pronto soccorso si rinnova

6 giugno 2018 nessun commento

Sostituiti i codici colore dell’accoglienza dalla numerazione da 1 a 5. Critiche dalla Fials

E’ bastato l’annuncio – perchĂ© di questo per ora si tratta – per far scoppiare una polemica. Dal 2019 gli accessi in pronto soccorso nella Regione Lazio non saranno piĂą contrassegnati dal “codice colore” ma da numeri: dall’1 al 5 partendo dalla massima emergenza, passando al 2 dell’urgenza poi 3 urgenza differibile mentre 4 e 5 indicherebbero la gravitĂ  minore e la non urgenza. Una graduazione con maggiori opzioni, proposta da un gruppo di lavoro regionale che dovrĂ  essere ratificata dalla Conferenza Stato-Regioni e che non è andata giĂą a numerosi osservatori. Per prima la segreteria provinciale del sindacato Fials che accusa il presidente Nicola Zingaretti e l’assessore alla SanitĂ  Alessio D’Amato di fare propaganda sterile. “Se il nuovo triage ospedaliero fosse così risolutivo per l’abbattimento delle file per le visite in pronto soccorso perchĂ© non applicarlo subito?”, è scritto in un comunicato sindacale in cui si esprimono perplessitĂ . “La sperimentazione non risolverĂ  il problema dei pronto soccorso superaffollati nĂ© durante il picco influenzale tantomeno l’estate con il personale ridotto – precisa la nota – vorremmo ricordare a Zingaretti e a D’Amato che altre sono le azioni da mettere in campo, ad esempio procedere alle assunzioni degli operatori sanitari e alla riattivazione dei posti letto soppressi che sono serviti, in passato, per dare una parvenza di taglio alla spesa e hanno provocato quel dissesto gestionale sotto gli occhi di tutti”.

Parola chiave: triage

Selezione all’ingresso e, dal 1992 i colori rosso, giallo, verde e bianco per modulare l’attesa

Dal francese trier scegliere, classificare. Individuazione dei pazienti secondo criteri di gravità differenziata, riscontrati al momento dell’accesso in pronto soccorso da parte di infermieri adeguatamente formati, sotto la supervisione del medico in servizio secondo protocolli predefiniti e approvati dal responsabile del pronto soccorso o del dipartimento di emergenza-urgenza, in analogia con i criteri definiti dal decreto del Ministero della Sanità del 15 maggio 1992. Fu applicato per la prima volta sui campi di battaglia ai tempi di Napoleone per decidere la priorità di intervento sui feriti.

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