Liste di attesa, la novità è l’overbooking

zingaretti 4Decreto n. 110 di Zingaretti con prescrizioni alle Asl e collaborazione con il privato accreditato

Presentato come una rivoluzione per abbattere le insostenibili liste di attesa, il decreto numero 110 “Aggiornamento del Piano regionale 2013-2015 per le prestazioni di specialistica ambulatoriale” reso pubblico l’11 aprile, è sorretto dal cospicuo investimento di 10 milioni di euro e dall’intesa tra i maggiori sindacati del settore. Si pensa, grazie alle risorse investite, di intervenire sulle prestazioni critiche quanto a tempi di attesa, individuate tra tre visite specialistiche – selezionate tra dodici – e otto tipi di ecografie dal mese di settembre. Si interviene rimodulando quanto prodotto finora, con una percentuale di prestazioni garantite nei tempi massimi pari al 62,2% nell’ultimo anno, rispetto a un precedente 50,1. La necessità di una revisione è racchiusa in un paragrafo del decreto, che sintetizza le difficoltà affrontate dai tecnici della sanità regionale:“La complessità del governo delle liste di attesa impone una riprogrammazione e uno sviluppo delle azioni previste” è scritto nel dettagliato documento. In sintesi, non proprio “l’è tutto da rifare” ma un aggiustamento del tiro urge. Così, in linea con quanto previsto dalla copiosa normativa comprensiva di decreti, regolamenti, atti di indirizzo, linee guida, programmi operativi e similari, la cui produzione è stata costante dal 2011, gli esperti di sanità regionale mettono in campo “azioni strategiche volte a programmare l’offerta da parte delle Asl, attraverso un esame del reale fabbisogno di prestazioni specialistiche e la gestione efficiente delle risorse”. La vera novità del documento è costituita dal cosiddetto “Ambito territoriale di garanzia”, un articolato combinato disposto tra tempi massimi di attesa a garanzia del paziente, territorio di residenza, complessità della prestazione (bassa, media, alta) e urgenza/indifferibilità della stessa. Forse un modo per togliere alle aziende sanitarie il pesante fardello dell’inefficienza e del mancato rispetto della tempistica prevista. Si ripropone di nuovo, l’indicazione di priorità sulle ricette (urgente, breve, differibile, programmata). Si fa cenno alla possibilità di affidarsi all’overbooking, come in realtà aeroportuali o alberghiere, accettando un 20% di sovra prenotazioni, nella speranza che qualcuno disdica liberando posti. Niente di nuovo sotto il sole, come la possibilità di sospendere l’intramoenia in caso di attività istituzionale congestionata o l’apertura straordinaria degli ambulatori. Tassativo ilmonito per le aziende: rendere le agende di prenotazione trasparenti, non bloccare gli appuntamenti in caso di sovra numero. Un film già visto, chissà se i direttori generali di Asl e ospedali gradiranno la replica.        

 

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