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Cala la spesa: tre Asl e servizi a ‘intensità di cure’

11 Gennaio 2016 nessun commento

ASL-061-560x324Decreto regionale per fondere le Asl. Tre a Roma e tre in provincia. Invariate nei capoluoghi

Il 2016 per la sanità del Lazio potrebbe essere un anno decisivo. Parte dal 1° gennaio la mini rivoluzione del presidente Zingaretti che brucia le tappe e, senza affrontare la discussione in Consiglio regionale approva il decreto 606 che ridisegna la geografia delle Asl romane che da 5 diventano tre, con l’intenzione di allineare i confini territoriali a quelli dei municipi romani “revisionati”. Si fondono la Asl Roma A con la E – dando vita alla Roma 1 – e la B con la C, divenuta Roma 2. Cambiano anche le denominazioni e si torna alla numerazione come fu fino al 1994. La Roma D resta invariata come Roma 3, in attesa di future decisioni che entro il 2017 dovrebbero condurre a due sole Asl romane. Si prevede che i distretti di Monteverde e Portuense siano inglobati nelle attuali Roma 1 e 2 mentre quelli di Ostia e Fiumicino potrebbero confluire nella futura Asl del litorale. Oltre al carosello di numeri e lettere il decreto regionale fornisce numerose indicazioni organizzative e gestionali volte a conseguire gli agognati risparmi di spesa. Con gli accorpamenti si stima una contrazione di 60 milioni, basata su una proiezione derivante da uno studio sulle ex Roma B e C. Minori costi per gli acquisti, per l’affitto di immobili e la gestione del patrimonio, per la riduzione di figure dirigenziali, a patto che nella sanità regionale non si ripeta un “effetto Cottarelli”, il commissario per la spending review nominato dal governo Letta, le cui indicazioni sono state stoppate dall’esecutivo Renzi. Ulteriore strumento di razionalizzazione per la sanità del Lazio, è l’introduzione dell’assistenza per “intensità di cure”, ovvero gli ospedali riorganizzati in base alla complessità dei casi seguiti piuttosto che in divisioni di specialità medica. Tale modello è ormai realtà in diverse regioni, prime fra tutte Toscana ed Emilia Romagna ed è fortemente sostenuto nei “Programmi operativi 2013-2015”, corposo regolamento-guida per l’attuazione del piano di rientro dal deficit sanitario della Regione Lazio.

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