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San Filippo: “Dal 2011 si cerca di ridimensionarlo, questa volta tocca a cardiochirurgia”

13 settembre 2014 nessun commento

sanfilipponeriSan Filippo Neri: questa volta tocca a Cardiochirurgia. Le minacce di ridimensionamento o, addirittura di chiusura, non sono nuove per l’ospedale del Trionfale. Ci provò l’Asp, la soppressa Agenzia di sanità pubblica del Lazio, a far chiudere i battenti all’azienda di alta specializzazione e rilievo nazionale nel 2010, attaccando proprio il reparto di Cardiochirurgia. La reazione fu ferma e veemente per l’intervento dell’allora direttore generale Domenico Alessio, che bloccò il piano e si affrettò a dotare il reparto di un primario di fama internazionale, il professor Ciro Campanella, allievo di Christian Barnard che nel 1967 eseguì il primo trapianto di cuore. Le minacce però non sono cessate. Nel 2012 è la volta dell’allora commissario alla spending review Enrico Bondi, con la scure concentrata sempre sui reparti di eccellenza di Cardiochirurgia e Neurochirurgia, con l’idea di tagliare 120 letti sui 540 esistenti. La reazione di lavoratori e cittadini non si fece attendere, con 90 mila firme raccolte contro la minaccia di chiusura.

Aprile 2014, continuano gli attacchi all’ospedale di eccellenza del Trionfale, che, secondo gli operatori “molte grane deve creare ai vicini Sant’Andrea e Gemelli”. Questa volta presa di mira è la Reumatologia, altra eccellenza che somministra cure particolari e uniche, almeno nella regione Lazio ai propri pazienti.
Anche in questo caso la reazione dei cittadini non si è fatta attendere. 12 Settembre 2014, la presidenza della Regione diffonde un comunicato di apprezzamento per aver ‘compiuto un passo avanti nel rapporto con i soggetti accreditati’. In sintesi: 423 milioni e 610 euro per il budget del Gemelli e 85 milioni e 183 mila euro al Campus voluto dall’Opus Dei. Sul caso è intervenuta in modo deciso la Uil aziendale, che stigmatizza l’operato della Regione e stanno protestando anche i cittadini firmatari della petizione contro la chiusura sostenendo all’unisono: “La Regione sospende l’allievo di Barnard per sei mesi con procedimento disciplinare per motivi organizzativi e, in contestualmente, comunica con una voce messa in piedi ad arte che nel reparto sussisterebbero pericoli per i pazienti”.
Interviene sul tema anche in presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato. “Diceva Agatha Christie – ironizza – che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova. Nel caso del San Filippo Neri, gli indizi si succedono uno dietro l’altro e non molleremo il caso finchĂŠ i vertici regionali non dimostreranno la massima trasparenza del loro operato”.

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