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Cabina di regia di un film già visto

5 luglio 2013 nessun commento

sireneluglio-1Strada in salita per la sanità del Lazio. La cabina di regia, istituita in via Rosa Raimondi Garibaldi per governare il settore privo di un assessore, dopo una prima accelerazione, si troverà di fronte problemi di non poco conto: la riorganizzazione dell’Agenzia di sanità pubblica (Asp), le nomine dei direttori generali la cui selezione è affidata all’Agenas – organismo terzo del ministero della Salute – il disavanzo da colmare attraverso il piano di rientro, i rapporti con il tavolo tecnico in cui il ministero dell’Economia fa la parte del leone, chiedendo sempre più rigore sui conti. E ancora: il precariato diffuso in sanità e le difficoltà per la stabilizzazione, il deserto creato nei servizi sanitari delle province del Lazio dai tagli lineari, il sovraffollamento in pronto soccorso, i letti insufficienti per malati cronici, le liste di attesa improponibili. Per non parlare dell’intramoenia, che consente a chi può permetterselo di scavalcare file e superare attese, una possibilità che nella situazione attuale sa di beffa per i cittadini più svantaggiati. Le maggiori attenzioni del mondo sanitario si concentrano però sul decreto 206 del commissario alla Sanità del Lazio Nicola Zingaretti. Il provvedimento sollecita la definizione di linee guida per i futuri atti aziendali – regolamenti di organizzazione interna di Asl e ospedali – da parte dei direttori generali delle aziende. In scadenza. Proprio così, le norme che dovrebbero ridefinire l’architettura organizzativa delle strutture sanitarie nei prossimi cinque anni, affidate a chi sta per lasciare. Intanto si moltiplicano incontri, dibattiti, iniziative il cui leit-motiv è racchiuso in annunci dal sapore antico: prevenzione, sviluppo della medicina territoriale, integrazione socio-sanitaria. Nulla a che vedere con gli interrogativi, a nostro avviso essenziali, sul futuro della sanità pubblica, regionale e nazionale. Ovvero: è ancora attuale il modello aziendale? E la devoluzione dei poteri alle Regioni? E la figura del direttore generale quale organo monocratico? Quale forma di finanziamento saprà reggere le sfide della sanità moderna? Ci fermiamo qui, sperando che le varie cabine di regia, che stanno lievitando in moltissime istituzioni, non si riducano a proiettare un film già visto.

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