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SanitĂ  del Lazio, i rilievi della Corte

10 giugno 2013 nessun commento

corte-dei-contiÉ contenuto in un voluminoso rapporto il giudizio della Corte dei conti sulla riorganizzazione della rete ospedaliere del Lazio: “si sono confermati ritardi e criticità nell’attuazione dei Piani di rientro dal deficit”. Una approfondita analisi del Servizio sanitario nazionale, da cui trarre correttivi per il sistema razionalizzando e garantendo il diritto alla salute. Per il Lazio, i giudici contabili sostengono che “sulla riorganizzazione della rete ospedaliera hanno pesato le modifiche intervenute successivamente all’approvazione del piano di riorganizzazione e che hanno interessato sia la ridefinizione dei posti letto delle singole strutture, sia la chiusura/riconversione di alcuni presidi, nonché la costruzione del nuovo ospedale dei Castelli, non previsto nell’iniziale programmazione regionale”. Una sorpresa, se si pensa al copioso investimento destinato alla realizzazione del nosocomio: 120 milioni stanziati nel 2007, in pieno piano di rientro, con il blocco dell’opera nel 2008 e la ripresa, al rallentatore, dei lavori nel 2011. Drammatica la carenza di posti letto per le post-acuzie evidenziata dalla relazione. Su 1000 abitanti il Lazio dispone di 3,9 posti letto di cui solo lo 0,7 per pazienti non acuti. Va avanti poi l’analisi: “nell’attività ospedaliera si evidenzia un eccesso di giorni di ricovero del 15 per cento rispetto alla media, principalmente riconducibile sia alla componente medica che alla riabilitazione e si conferma un eccesso nell’utilizzo del day hospital”. Per quanto riguarda il blocco delle assunzioni, il rapporto conferma: “Il blocco delle assunzioni e di ogni altra forma di reclutamento, a fronte delle progressive uscite di personale per quiescenza, può incidere, infatti, sia sulla offerta sanitaria e il mantenimento dei Lea – livelli essenziali di assistenza – sia sull’effettivo conseguimento degli obiettivi di risparmio preventivati. E va avanti con riferimenti a forme di assunzioni denominate “procedure alternative” quali il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario o prestazioni aggiuntive e fattispecie quali “l’acquisto di prestazioni professionali da privati che vanificano le conseguenze della misura rigorosa del blocco in termini di mancato risparmio, se non addirittura maggiori costi”. Critica anche la situazione dell’assistenza psichiatrica. “In alcuni casi risultano insufficienti i posti letto presso strutture residenziali che erogano assistenza psichiatrica” lamentano i giudici, che ci accomunano alla Campania, Calabria e Sicilia. Analogo discorso per l’assistenza territoriale, per cui “la quota di anziani assistiti a domicilio è inferiore all’atteso ed è insufficiente la dotazione di posti letto presso residenze assistenziali sanitarie (Rsa) o presso strutture residenziali e semiresidenziali che erogano assistenza ai disabili”. In aumento il costo del ticket nella Regione Lazio, cresciuto del 13,4 per cento rispetto al 2011, per effetto anche della reintroduzione della quota fissa per ricetta.

 

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