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Lavoro e salute: “L’importante è informare”

13 luglio 2012 nessun commento

Medicina del lavoro: occorre sviluppare una cultura dell’informazione e della formazione. Questo è uno dei principali obiettivi evidenziati dal 13° Corso di aggiornamento internazionale e interdisciplinare promosso dall’Amsi – Associazione medici di origine straniera in Italia – svoltosi lo scorso 16 giugno, cui hanno partecipato oltre 100 persone su 300 richiedenti. Numerosi i temi trattati: le emergenze mediche e quelle chirurgiche, le malattie professionali e la prevenzione di queste, considerata la difficoltà di informare e comunicare in italiano ai lavoratori stranieri, che molto spesso lavorano in nero e perciò hanno difficoltà a vedersi applicate anche le minime misure di prevenzione e sicurezza. Tra i relatori, docenti universitari, come il professor Francesco Tomei, direttore del dipartimento di Medicina del Lavoro dell’Università “La Sapienza” di Roma e il professor Mariano Innocenzi, della direzione generale dell’Inail. Dalle statistiche presentate da questo Istituto emerge come, a una diminuzione degli infortuni anche tra i lavoratori stranieri, corrisponda una invariata percentuale di infortuni gravi e mortali. La difficoltà, come evidenziato dai rappresentanti dell’Amsi presenti al corso – tra cui i dottori Abo Abbas Jamal, Michele Baleanu, Sabri Hassan, Teofilo Katamba e la dottoressa Issa Khalil – è dovuta alla mancanza di una cultura dell’informazione e della formazione in ambito lavorativo. Sono i medici a doversi far carico di tale compito, specie per le malattie professionali, subdole insidie sottostimate che di solito compaiono quando il lavoratore ha già lasciato il servizio. “Intensificare la prevenzione – ha spiegato il professor Tomei – significa fare una anamnesi precisa e puntuale da parte dei medici, cercando di risalire al rapporto causa/effetto onde prevenire patologie ad esito infausto”. Per questo, sulla scia di quanto stabilito dal decreto 81 del 2008 – Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro – la collaborazione tra l’Associazione dei medici stranieri, l’Università e l’Inail sarà intensificata, sia a favore degli italiani che degli stranieri affinché sia realmente attuato quel “rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, anche con riguardo alle differenze di genere, di età e alla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati”.

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